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Come Recuperare File Office Danneggiati

I documenti di testo e i fogli di calcolo hanno assunto un’importanza e una diffusione davvero notevole: si utilizzano ormai dappertutto, al lavoro come a casa. La perdita dei dati in essi contenuti potrebbe causare non pochi problemi: se il vostro Office 2007 si rifiuta di aprire un documento, mostrandovi un messaggio di errore per file corrotto o danneggiato, esistono due applicazioni gratuite che permettono di “recuperare il salvabile“. Stiamo parlando di DamagedDocx2Txt e di CorruptXlsx2Csv.

I crashs di sistema e i danni relativi all’hardware, peresempio, costituiscono la causa principale della perdita di dati.

Recupero dati da file .Docx e .Doc corrotto oppure danneggiato
Per recuperare le informazioni contenute in un file Docx (Microsoft Word 2007), oppure il classico Doc, potete utilizzare DamageDocx2Txt, si tratta di un’utility gratuita che si occupa dell’estrazione del testo contenuto nel documento danneggiato per salvarlo in un nuovo file TXT (per funzionare, richiede l’installazione di Microsoft .Net Framework 2).

Recupero dati da file Xlsx corrotto oppure danneggiato
Per recuperare le informazioni contenute in un file Xlsx (Microsoft Excel 2007) potete utilizzare CorruptXlsx2Csv: allo stesso modo del tool per i Docx, consente di estrarre le informazioni contenute nel documento originale per importarle in un nuovo file, in questo caso un CSV (per funzionare, richiede l’installazione di Microsoft .Net Framework 2).

Guida all’utilizzo
L’utilizzo delle due applicazioni è molto semplice:
Estrarre il contenuto dell’archivio scaricato in una nuova cartella;
Avviare il programma tramite il doppio click sull’apposito file .exe (”damageddocx2txt.exe” per il primo, “corrupt-xlsx2csv-1.0.exe” per il secondo);
Dal menu principale, cliccare “File – Open” e selezionare il file corrotto o danneggiato;
Visualizzare l’anteprima delle informazioni recuperate e cliccare “File – Save” per salvare il tutto in un nuovo documento (.txt per il primo, .csv per il secondo).

Considerazioni
Pur svolgendo bene la loro funzione, le due applicazioni gratuite non saranno sempre “invincibili”: la probabilità di recuperare tutte le informazioni è direttamente proporzionale al livello di danni subiti dai documenti originali. Tuttavia, avrete la possibilità di effettuare un tentativo di recupero senza spendere un centesimo! Sono compatibili con i sistemi operativi Windows 2000, Xp e Vista.

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Come Copiare Velocemente i File in Windows

Oggi vi proponiamo un’interessante utility per Windows che sarà di grande aiuto per velocizzare la copia oppure il trasferimento di grandi quantità di file in ambiente Windows: il software si chiama TeraCopy. Si adatta soprattutto all’utilizzo nel trasferimento di file da un hard disk all’altro, ad esempio per effettuare una copia di sicurezza del disco rigido principale, o per trasferire file di grandi dimensioni, come film ed immagini ISO.

TeraCopy è disponibile anche in versione portatile, ovvero non necessita di installazione; ecco le caratteristiche principali del software
Velocizza la copia e il trasferimento di grandi quantità di file;
Possibilità di mettere in pausa e di riprendere successivamente il trasferimento dei file (per liberare, all’occorrenza, risorse di sistema);
Gestione degli errori nella copia e nel trasferimento (in caso di errore, il programma tenta più volte il trasferimento di un file e, nel caso sia impossibile proseguire, non abbandona l’intero processo ma esclude solamente il trasferimento del singolo file oggetto di errori);
Possibilità di visualizzare la lista dei file, compresi quelli non trasferiti (in modo da poter risolvere i relativi problemi e riprendere il trasferimento con un semplice click);
Possibilità di integrarsi nella shell di Windows (per sostituire la procedura di copia e incolla di default);

Esiste anche una versione Pro, a pagamento, con alcune funzionalità in più, come
Possibilità di selezionare i file dello stesso tipo oppure contenuti nella stessa cartella;
Rimuovere determinati file dalla lista dei file da trasferire;
Ottenere supporto diretto per l’utilizzo del programma.

Ad ogni modo, la versione gratuita che abbiamo testato in questa recensione, è più che sufficiente per copiare e trasferire file in modo efficiente.

Guida all’utilizzo
Effettuare il download di TeraCopy.
Installare la versione portatile di TeraCopy creando una nuova cartella e cliccare “TeraCopy.exe” per avviare il programma;
In Windows Explorer selezionare i file da copiare, o da trasferire, e trascinarli con il mouse nella finestra di TeraCopy;
Cliccare “No target folder” per selezionare la cartella di destinazione dei file (in questa versione portatile del programma, verrà mostrata una lista di cartelle in corrispondenza delle relative finestre di Windows Explorer aperte, altrimenti cliccare “Browse” per selezionarne una nel classico modo);
Facoltativo – Cliccare “More” per visualizzare la lista dei file messi in coda per il trasferimento;
Cliccare “Copy to” oppure “Move to” per avviare rispettivamente la copia oppure il trasferimento (nella seconda ipotesi, attuerete una sorta di “taglia e incolla”).

Non vi rimane che seguire lo stato di avanzamento del processo tramite l’apposita barra e, in caso di necessità, mettere in pausa TeraCopy per liberare risorse di sistema.

Considerazioni
Ovviamente TeraCopy non è particolarmente adatto per la copia o per il trasferimento di piccole quantità di dati, salvo nel caso in cui decidiate di integrarne i comandi nella shell di Windows (tale funzione si può attivare facilmente dalle impostazioni del programma, ma solo nella versione installabile, quindi non in quella portatile). Durante il nostro test, il trasferimento di una decina di video, per un totale di circa 12 GB, fra due hard disk ha richiesto tempi sensibilmente ridotti rispetto all’utilizzo del “taglia e incolla” di Windows.

TeraCopy è sicuramente un programma davvero utile per gestire i trasferimenti di file in Windows in modo efficiente: inoltre pesa davvero pochissimo, quindi può essere utilizzato su sistemi anche non di ultimissima generazione.

Guide

Come Inserire i Numeri di Pagina in OpenOffice

OpenOffice 3.0, per chi non lo sapesse, è la suite opensource e gratuita di programmi dedicati alla redazione di documenti di testo, fogli di calcolo e molto altro: si tratta di una valida alternativa a Microsoft Office. Oggi vedremo come aggiungere i numeri di pagina ad un documento di testo scritto con OpenOffice Writer.

Per aggiungere i numeri di pagina ad un qualsiasi documento di testo basta eseguire le seguenti operazioni.

Aggiungere il numero di pagina a Piè di pagina
Aprire il documento di testo desiderato con OpenOffice Writer;
Dal menu principale, in alto, cliccare “Formato – Pagina” e posizionarsi nella scheda “Piè di pagina“;
Selezionare il box “Attiva piè di pagina” e confermare le modifiche cliccando “OK“;
Posizionarsi con il cursore a piè di pagina e, sempre dal menù principale, selezionare “Inserisci – Comando di campo – Numero di pagina”
Posizionare il numero di pagina a sinistra e a destra per pagine pari e dispari

Nel caso si abbia la necessità di stampare un documento di testo come libro, dove i numeri di pagina sono posizionati a sinistra e a destra a seconda delle pagine pari e dispari, basta seguire questa semplice procedura
Accedere nuovamente alla scheda “Piè di pagina” attraverso il menù “Formato – Pagina“;
Disattivare il box alla voce “Contenuto uguale destra/sinistra“;
Posizionarsi con il cursore a piè di pagina della prima pagina del documento e allineare il testo a destra (tutti i numeri di pagina delle pagine dispari verranno posizionati a destra).
Ovviamente potete personalizzare la posizione dei numeri di pagina a seconda delle vostre esigenze: ad esempio, per allineare a destra i numeri di pagina delle pagine pari, basterà semplicemente posizionare il cursore a piè di pagina della pagina 2 e allineare il testo a destra.

Aggiungere i numeri di pagina nella Riga d’intestazione
Per chi avesse l’esigenza di aggiungere i numeri di pagina in alto, invece che a piè di pagina, dovrà selezionare la scheda “Riga d’intestazione” al posto di “Piè di pagina“, accessibile sempre dal menù “Formato – Pagina“. Per il resto, valgono le indicazioni sopra riportate.

Programmi

Come Unire i File PDF

Tempo fa vi avevamo parlato di uno strumento online per unire due o più documenti PDF in uno solo, ovvero MergePDF.

Per risolvere il problema del limite di dimensione del file di output (5 MB) e del numero massimo di documenti da poter unire (10), abbiamo cercato un software gratuito che potesse svolgere le stesse funzioni ma senza limitazioni di alcuna sorta: la scelta è ricaduta su PDF Merge Tool.

Guida all’utilizzo
Per unire due o più documenti PDF in uno solo, con PDF Merge Tool, è molto semplice:
Scaricare, installare e avviare PDF Merge Tool;
Cliccare “Add” per aggiungere due o più documenti PDF da unire;
Cliccare “Move Up” oppure “Move Down” per cambiare la disposizione dei documenti all’interno del documento finale;
Cliccare “Merge!” per avviare l’operazione di unione;
Selezionare infine la cartella e il nome con cui salvare il nuovo file PDF. Al termine del processo, il documento verrà aperto automaticamente in Adobe Reader.

Considerazioni
Con PDF Merge Tool, in 5 semplici passaggi, potrete unire qualsiasi documento PDF. Va precisato che, durante il nostro test, abbiamo rilevato l’impossibilità di unire documenti protetti: essi, per ovvie ragioni, non sono supportati dal freeware. L’applicazione è disponibile per sistemi operativi Windows.

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Come Impedire lo Spegnimento del Pc in Linux

Quasi ogni ambiente desktop permette agli utenti di spegnere la macchina o di riavviarla, indipendentemente da chi si tratta. Ovviamente, tutto dipende dalle impostazioni della distribuzione, che possono essere più o meno restrittive, ma quasi sempre all’utente che ha effettuato l’accesso, è concesso effettuare queste operazioni di chiusura della macchina.

Però, volendo, è anche possibile negare questa opportunità agli utenti comuni, magari per evitare di interrompere servizi di rete utilizzati da altri. All’interno di KDE l’operazione è molto semplice: bisogna solo modificare l’apposito file di configurazione presente in $KDEDIR/share/config/ksmserverrc ($KDEDIR è la directory dove è installato il desktop KDE), qualora non fosse presente, ovviamente, è necessario crearlo) ed inserire la seguente direttiva al suo interno: [General] offerShutdown=false All’avvio successivo del PC non saranno più presenti le icone che permettono di riavviare o spegnere il PC