Scrivere documenti non è un compito facile soprattutto se si tratta di qualcosa che prenderà molte pagine, magari includendo immagini, bibliografie, appendici e chissà che altro. In sostanza parliamo di qualunque trattazione dalle 20 pagine in su.

Quello è il limite oltre il quale la maggior parte degli editor testuali (MS Word, OpenOffice Writer, …) cominciano a scricchiolare: alzi la mano chi non è impazzito nel risistemare la formattazione o nel dover rimettere a posto l’indice dopo alcune modifiche in questi programmi.

Una possibile soluzione: LyX
LyX è un editor di testi gratuito, Open Source, che vi permette di scrivere il vostro (lungo) testo in modo concettualmente simile a quello di un Word qualunque, ossia in un ambiente intuitivo, ottenendo documenti di qualità elevata.
La differenza con un editor normale sta nel modo con cui i documenti vengono generati: mentre nel primo il testo digitato e formattato è già il risultato che potete stampare, in LyX quello che scrivete non lo è.
In LyX si scrive del testo, lo si formatta – fin qui nessuna differenza – ma poi se ne invoca la “compilazione” per ottenere il risultato finale, ad esempio un file PDF o una pagina HTML. Questo meccanismo a due tempi/passi suona strana, ma il perchè è presto detto: LyX è un front-end, un programma che si interpone fra l’utente ed il celeberrimo sistema di produzione e di impaginazione di documenti chiamato LaTeX, usato dietro le quinte.
Quest’ultimo include a tutti gli effetti un linguaggio di programmazione basato su marcatori: comandi e testo mischiati fra loro. Scritto il “codice”, che poi è il documento stesso, lo si ricompila e si ottiene il risultato finale. Un po’ come comporre una pagina HTML e poi aprire il browser per vederne la resa.
A tanta complessità d’uso corrisponde però un resa grafica eccellente per non dire eccezionale.

Oltre LaTeX
Gli autori di LyX hanno quindi deciso di mettere a disposizione dell’utente comune una tale potenza, evitando però di costringerlo ad imparare LaTeX. O, per essere onesti, a doverlo usare solo in poche e limitate situazioni, ad esempio per aggiungere dei fronzoli particolari ad un documento.
L’idea finale risulta semplice: un utente scrive in un editor come se stesse scrivendo in Word e poi, pigiando un apposito pulsante, scatena dietro le quinte LaTeX per ottenere il risultato finale.
Esatto: l’unica differenza/seccatura di rilievo è dover pigiare un pulsante in LyX per vedere il risultato finale dopo una qualche modifica.

Non tutto è rose e fiori, ma gli aiuti abbondano
LyX non è Word nè vuole esserlo.
Con LyX si possono ottenere svariati tipi di documento – incluse slide per presentazioni, libretti e partecipazioni di matrimonio – e tutti di qualità eccellente e senza problemi di “scalabilità”: che scriviate una lettera di poche righe o tesi di dottorato da 500 pagine, LyX non batterà ciglio.
Il problema è volerlo capire prima che usare: la sua curva di apprendimento non è affatto ripida come alcuni detrattori (di solito utenti che hanno mollato subito alla prima difficoltà) sostengono, ma è abbastanza comune imbattersi in problemi di non immediata soluzione, specialmente se richiedono l’uso diretto ed esplicito di LaTeX (da LyX si possono impartire comandi).
Nulla di cui preoccuparsi: se non si trova una soluzione leggendo le 5 guide fornite direttamente dentro LyX sotto il menù Aiuto si può contare su una wiki decisamente completa. Inoltre esiste una comunità LyX a cui si somma quella di LaTeX per le problematiche legate a questo sistema di impaginazione.
In altre parole, non siete soli.