Molti si staranno chiedendo: perché un’applicazione a riga di comando se sono disponibili decine di programmi grafici? I motivi sono due. Primo, tutte queste applicazioni non sono altro che front-end (interfacce) di mencoder, quindi imparare a usare quest’ultimo offre maggiore padronanza dei tool grafici. Secondo, molti di questi programmi gestiscono solo una piccola parte delle funzionalità che offre il tool a riga di comando, il quale consente un controllo più fine del processo di conversione permettendo di ottenere file qualitativamente migliori e più “fedeli” alle aspettative.

Installazione di Mencoder

Per l’installazione di mencoder esistono due possibilità: la prima consiste nell’utilizzare il gestore di pacchetti della propria distribuzione; la seconda prevede la compilazione da sorgente. In alcuni casi (ad esempio su Ubuntu Feisty Fawn 7.04) è praticamente obbligatorio compilare il pacchetto in quanto la versione fornita dalla distribuzione contiene dei bug che potrebbero comprometterne il funzionamento. La procedura di installazione varia in base alla distribuzione scelta. Nelle Debian GNU/Linux e derivate (come Ubuntu) è sufficiente eseguire il comando apt-get install mencoder preceduto da su sudo (dipende dalla distribuzione) per ottenere i privilegi di root. In questo modo verranno automaticamente installati il programma e le dipendenze principali. È altrettanto importante installare anche il programma “gemello” MPlayer: apt-get install mplayer. La versione a riga di comando del player multimediale e mencoder hanno diverse funzioni in comune, ma il primo può essere di aiuto per visualizzare i risultati ottenuti e altre operazioni particolari (d’altronde fanno parte dello stesso progetto). Installato mencoder, è subito possibile utilizzarlo. Sul sito di MPlayer è anche disponibile un’ottima guida e, volendo, è possibile utilizzare le pagine di manuale visualizzabili tramite il comando man mencoder. Merita un discorso a parte l’installazione dei codec. È impossibile spiegare la procedura completa per tutte le distribuzioni ma all’indirizzo, www.medibuntu.org,sono disponibili tutte le indicazioni per farlo su Ubuntu e derivate.

Più qualità con la codifica doppia

La prima passata per l’analisi la seconda per la conversione
La codifica a due passi permette di ottimizzare il risultato finale in quanto utilizza la prima passata per analizzare il filmato e, grazie ai dati raccolti, è in grado di distribuire più equamente i preziosi bit necessari durante la seconda fase, quella di conversione vera e propria.

Da DVD Video a “DivX” in tre passi

Eliminiamo le bande nere e impostiamo una codifica qualitativamente ottima
Rimozione bande nere

Con mplayer -vf cropdetect otteniamo i parametri da passare a mencoder per rimuovere le bande nere. Per lavorare su un DVD Video indichiamo dvd://1 (o il numero della traccia).

Codifica diretta

A questo punto possiamo procedere con la codifica diretta del DVD Video, senza passaggi intermedi. In alcuni casi è necessario selezionare manualmente la traccia audio da codificare.

Controllo qualità

Il modo migliore è utilizzare MPlayer: mplayer output.avi. I difetti potrebbero essere legati a opzioni errate, bitrate basso, o alla mancata sincronizzazione tra audio e video.

Conversione in formato Flash Video
Le opzioni da passare a mencoder per creare file video ottimizzati per i siti web

Codifica del filmato

Per ottenere un file .flv (Flash Video) di qualità bisogna passare a mencoder alcune opzioni specifiche. Poiché questo tipo di file verrà utilizzato dal browser attraverso al rete, è bene comprimerlo diminuendone così le dimensioni, il bitrate e la qualità audio.

Verifica del risultato

Dopo aver creato il file finale (qui output.flv), è opportuno controllare che il risultato sia leggibile e correttamente sincronizzato. MPlayer è ancora una volta ottimo, permettendoci di vedere immediatamente la nostra creazione: mplayer output.flv -vo x11.

Video dal browser

A questo punto, verifichiamo se il browser è in grado di leggerlo. In caso affermativo è possibile gestirne la riproduzione dal browser, ma sono disponibili anche video player come Flowplayer(http://flowplayer.org) che permettono di gestire al meglio i file .flv.

Da Avi a Xvid. Ecco come si fa con Mencoder

La logica di funzionamento è molto semplice: bisogna sempre fornire un file di origine, un codec audio di destinazione (che può essere anche copy, ovvero una semplice copia della traccia originale), un codec video di destinazione (anche in questo caso copy) e una serie di opzioni per decidere le caratteristiche che il file audio/video risultante dovrà avere. Ad esempio il comando
mencoder filmato.avi -ovc xvid
-oac mp3lame -xvidencopts
bitrate=800 -lameopts cbr:br
=192 -o output.avi
codifica il file sorgente, “filmato.avi”, utilizzando il codec video “xvid” (XviD) e quello audio “lame” (Mp3). Inoltre, stabilisce per xvid un bitrate fisso di 800 kbit/sec, e per lame di 192kbit/sec. Infine, memorizza il risultato finale nel file “output.avi”. Partendo da questo primo esempio possiamo aggiungere altre opzioni per ottimizzare ulteriormente il risultato finale. Ad esempio, utilizzando i comandi seguenti:
mencoder filmato.avi -ovc lavc
-oac mp3lame -lavcopts vcodec
=mpeg4:vbitrate=800:vpass=1 –
lameopts br=192:abr -o output.avi
mencoder filmato.avi
-ovc lavc –
oac mp3lame -lavcopts vcodec
=mpeg4:vbitrate=800:vpass=2
-lameopts br=192:abr -o output.avi

Questi due comandi, eseguiti in sequenza, creano un nuovo file video a partire da filmato. avi, utilizzando come codec video lavc, lame per l’audio (ancora Mp3) e indicano che si vuole ottenere un video che segua lo standard Mpeg4 (“DivX compatibile”). Inoltre, impostano un bitrate di 800 kbit/s ed eseguono la codifica in due passate. Per l’audio il bitrate è ancora di 192 kbit/sec “medi” (ovvero può aumentare o diminuire leggermente in base alle necessità).

Cos’è il Bitrate

Influenza la qualità dei file audio/video
Il bitrate, misurato in bit/s, che significa bit al secondo, indica la quantità di bit (quindi dati) necessaria per creare un singolo frame audio o video (anche se generalmente il termine frame è utilizzato solo per i video). Spesso tale quantità è espressa in Kbit/sec (kilobit per secondo). Ad esempio per gli Mp3 un bitrate di 128 Kbit/sec. assicura una qualità uguale a quella dei Cd-Audio. Abbassando il bitrate la qualità diminuisce ma la compressione è maggiore, aumentandolo accade esattamente il contrario, quindi è sempre buona norma scegliere il compromesso migliore.